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Villa dei Cesari prende nuova vita grazie a Luce, il nuovo ristorante nel parco dell’Appia Antica

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Se cercate sul dizionario alla voce “rinascita” troverete con molta probabilità il nome del nuovo ristorante immerso nel Parco Archeologico dell’Appia Antica.

Stiamo parlando di Luce, un nome scelto appositamente per evocare speranza e voglia di ripartire dopo mesi di incertezza.

All’interno della bellissima dimora storica di Villa dei Cesari, Luce è il risultato del progetto ambizioso di Iolanda Ambrosini, la proprietaria della Villa, che ha deciso con tanta determinazione e coraggio di ripartire da qui. Se prima questo luogo era dedicato maggiormente a eventi privati, cerimonie e meeting ora, grazie a Luce, Villa dei Cesari prende nuova vita e forma, trasformandosi in un ristorante raffinato e poliedrico, pronto ad accoglierci fin dall’ora dell’aperitivo.

Appena si arriva da Luce, percorrendo il lungo viale alberato, si viene trasportati in un ambiente county chic, coccolati da una leggera musica di sottofondo. C’è solamente da farsi travolgere dalla bellezza del posto.

 

Ci si sente subito a proprio agio nell’ampio giardino, tra i numerosissimi posti a sedere che trovano spazio tra installazione aperte di legno a forma di igloo, dove in terra ci sono tappeti e cuscini color ottanio, circondati da alberi illuminati da lucine eleganti e soffuse.

Si arriva così alla postazione cocktail, supervisionata dal bar manager Edoardo Mattarino e attiva dalle 19:00, dove si può iniziare con un aperitivo a scelta tra drink classici, 6 diversi Gin Tonic e signature, come Luce, cocktail fresco con base Vodka e liquore all'arancia, Blue Curaçao, pompelmo, limone, zucchero e soda, tutto accompagnato da sushi, fritti e una selezione di focacce.

 

La cena viene servita in deliziosi tavoli all’esterno dove, immersi nella natura, si può godere della bellezza della villa. A coordinare la cucina Mirko Pagani, cuoco romano con un'esperienza ventennale sul curriculum che ha personalizzato questo menu a forte vocazione territoriale con creatività ed equilibrio, riportando in auge i piatti poveri della cucina laziale.

Mirko per la nuova carta si è ispirato all'iconico film "Un americano a Roma" di Sordi con l'idea di mettere a colori piatti intoccabili del patrimonio gastronomico regionale che possono, però, essere sicuramente esaltati. Tra questi il supplì di riso Carnaroli, ossobuco alla romana con zafferano e sentori di timo, il tipico fritto romano al telefono in versione più gourmet con il suo ripieno semiliquido; alla voce antipasti anche il tris di crocchette con patate viola, tartufo e maionese allo zenzero.

 

Immancabile la Carbonara e, sebbene la sua ricetta resti tale, con un grande lavoro che mantiene inalterato il sapore del guanciale di Norcia e la cremosità, è stata messa a punto una seconda versione vegetariana che gioca sulla croccantezza delle verdure dell'orto e sulla sapidità della polvere di cappero. La particolarità sono i tagli di pasta utilizzati, un po' più insoliti rispetto al solito formato, mentre come vezzo Mirko ha voluto marinare il tuorlo e dare ariosità al piatto con una spuma di pecorino, mantenendo inalterati i sapori originari e concentrandosi sull'estetica.

 

Nella postazione esterna è stata costruita una brace a vista, a fianco al forno a legna utilizzato per la cottura della pizza e del pane, con esposizioni di vari tagli di carne fresca, dalla Danese all'Argentina oppure il galletto cotto precedentemente a bassa temperatura e rigenerato proprio sul fuoco. Dalla cucina rispondono con un tentacolo polpo caramellato e brasato con una cottura molta lenta nei suoi stessi umori.

 

La linea della pizzeria si divide tra gusti Tradizionali, quindi Margherita, Napoli con Bufala, Amatriciana, poi Focacce come la Cesari a base di stracchino naturale al miele, mortadella, granella di pistacchio o una ancora più esclusiva con Burrata di Andria, Patanegra e olio al tartufo. Infine, in tutte le Gourmet prevale il lato più gastronomico e tecnico come per Luce, ad esempio, condita con un tuorlo marinato su fondant di pecorino a buccia nera, coriandoli di guanciale di Norcia IGP e zest di lime. La carta del beverage per il vino conta selezionate etichette a prevalenza laziale e comprende anche delle birre artigianali del Birrificio Fiorucci.

 

Contatti:

LUCE Dinner & Cocktail Bar

Via delle Sette Chiese, 293 – Rm

Parcheggio: in Via Ardeatina, 164 - Rm

Prenotazioni: (+39) 338 8983 667 oppure (+39) 06 5141199

Luce Cocktail Bar: 19:30 - 2:00

Luce Dinner: 19:00 - 00:00

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