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Bosco, le officine dello chef Liberti portano i profumi del tartufo d’Abruzzo al Pigneto

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Tutto nasce dal rapporto simbiotico tra cane e uomo: lì, sulle montagne, il rituale di amicizia e di fiducia tra i due si trasforma nella ricerca e nella scoperta di un pregiatissimo alimento ovvero il tartufo.

È proprio il tartufo l’elemento che la fa da padrona da “Bosco – Officine del Tartufo”, il nuovo ristorante dello chef Guido Liberti. Lui, abruzzese doc, per aprire il suo primo ristorante - dopo varie esperienze all’estero - non poteva che scegliere un elemento che gli ricordasse la sua infanzia e la sua terra, grazie alle passeggiate con lo zio e il cane, naturalmente.

 

Qui, da Bosco, il tartufo viene rispettato nella misura in cui la consapevolezza di questo prodotto della terra porta lo chef ad esaltare il suo sapore senza mai coprirlo e riuscendo a scoprirne tutte le sue possibili sfaccettature. Non pensiate, però, che questa esperienza sensoriale si paghi a caro prezzo. Tutt’altro: grazie, infatti, alla scelta dello chef di usare varietà di tartufo meno conosciute fa sì che questo fungo possa essere accessibile a tutti.

Immersi in un locale minimalista, con piatti e posate biodegradabili, si riscopre il vero senso della convivialità. Nessun orpello ornamentale, quindi, per non distrarre l’ospite già immerso in questa scoperta di gusti e profumi.

 

Leggendo il menu scritto su un’enorme lavagna che ricopre un intero muro del locale, scopriamo che la scelta ricade su poche portate ma tutte estremamente ricercate. Ci fidiamo dello chef e ci facciamo portare quelli che, secondo lui, sono i piatti “forti” di Bosco.

Iniziamo con gli sfizi: i Bosquito che sono dei mini tacos con ragù di cervo e tartufo fresco. Il sapore del cervo è piacevole e sta molto bene col tartufo. Passiamo subito ai crostoni e agli speciali. Clorofilla è un crostone di pane artigianale, salsa di asparagi, pomodori secchi e mandorle. Veniamo al sodo: passiamo a Tratturo, un burger di tartare di manzo, stracciatella di tartufo e cavolo viola Arriviamo al miglior piatto, per noi: Coccodè, ovvero un crostone di pane artigianale, crema fredda di patate, uovo e tartufo. I dolci gelati, ci racconta lo chef, sotto sua indicazione e ricette sono preparate dal vicino “Gelati San Lorenzo”. Gola è un semifreddo con Gentilini ripieno di gelato alla stracciatella, cioccolato fondente e pistacchio. Slavina è un cremino al gelato di pistacchio ricoperto di glassa di cioccolato bianco Infine, Germoglio, una chicca: cremoso alla ricotta di bufala, frutti di bosco e crema di Pan di Stelle. Che possiamo dire… viva il tartufo, sempre!

Dove

 

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