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Royalbeef, a Ostia arriva il tempio della carne a due passi dal mare

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Nel cuore di Ostia Lido, davanti al frequentatissimo pontile dove il vento sconvolge i capelli e le anime dei viandanti ad ogni stagione, nel regno del “famose uno spaghettino alle vongole” e a due passi dal re dei fast food (non si fanno nomi), è arrivato il vero antagonista al trend in voga da sempre sul litorale.

Stiamo parlando di Royalbeef, steakhouse dall’apparenza dura ma dal cuore d’oro.

Al sangue, trepidante sulla griglia oppure nuda e cruda: la carne, quella vera, trova qui la sua massima espressione.

Qui, da Royalbeef, la carne viene rispettata nella misura in cui la consapevolezza di utilizzare tagli di altissima qualità porta il Griglista/Macellaio ad esaltare i sapori della carne senza mai coprirli, per far scoprire a chi assaggia tutte le possibili sfaccettature dei prodotti più esclusivi.

Ogni piatto è composto, il più delle volte, da un 80% (variabile) di maiale o di manzo e da un 20% (fisso) di amore. Amore sì, ma soprattutto sostanza. Perché qui la carne è un vero e proprio “state of mind”, e lo studio è quotidiano. Niente improvvisazioni ma molte sperimentazioni per creare il meglio, sotto la supervisione dello chef e proprietario del locale, Giuseppe Domenico Larosa e del butcher chef Gino Lupi. Autodidatti con le spalle solide perché – dove non arrivano i libri – arrivano le nonne.

 

Immersi in un locale minimalista, dove i colori del nero e del rosso la fanno da padrona, chi varca la soglia di questo ristorante sa (o forse scoprirà poi) che si prospetta loro una bella sfida.

Veniamo quindi a noi e, siccome – notoriamente – ci piace esagerare, decidiamo di provare tutto (si può dire?).

Tra i profumi inebrianti che arrivano dalla griglia, facciamo il giro del mondo alla scoperta di carni che arrivano – per fare qualche esempio – dalla Polonia, dalla Finlandia e perfino dall’Australia.

 

Come non iniziare da un crudo per assaporare il vero sapore della carne. Ecco che arriva una tartare di manzo wagyu condita semplicemente con olio, sale e pepe e servita con plancton. Iniziamo da un piatto molto delicato dove i sapori della carne arrivano morbidi per esplodere, invece, in bocca quando qua e là incontrano il condimento.

 

Ancora sapori delicati, grazie ad un carpaccio di pregiato angus accompagnato da una maionese di soia freschissima.

 

Passiamo, ora, alla fase denominata “illegale”. La spiegazione di questo nome è alquanto facile: se l’illegalità in cucina avesse una forma, prenderebbe quella dei prossimi piatti di cui vi parleremo.

All’inizio, l’illegalità è ancora moderata all’arrivo di una bruschetta condita con anatra ricoperta di miele e tartufo. Il rumore della crosta del pane (di Luca Pezzetta) in bocca risuona per tutto il locale. Il sapore dell’anatra si sposa benissimo col miele e il tartufo dà il tocco finale: un gesto considerato geniale da chi ha avuto la fortuna di provare questo piatto.

 

All’arrivo del piatto successivo vediamo aumentare la salivazione a dismisura: un paninetto ripieno di coda alla vaccinara. Una continua esplosione in bocca di sapori, sensazioni, tradizioni. Un vero proprio piatto (come dite?) da “street food – mode on”. Finito il panino, vorremmo solo gridare: “Portatecene altri cento, per favore!”.

 

Credo avessero capito “fateci del male” invece di “buonasera, abbiamo una prenotazione” quando siamo entrati nel locale ad inizio serata. Il perché è presto detto.

Tra l’antipasto e il primo, arriva il nostro galletto. Sì, avete capito bene. Perché a noi (come a loro) le regole non piacciono. Armati di sole dita, rigorosamente già unte, conosciamo lui: il sardo “doc/dop/chiamatemi come volete basta che mi fate tagliare la carne” armato di galletto cotto alla brace che viene tagliato rigorosamente davanti a noi e servito nel piatto.

 

Il tutto è accompagnato da verdure, anche loro cotte alla brace (si era capito che qua la brace comanda?) servito (ma non erano solo verdure?) con del guanciale porchettato.

 

Facciamo una piccola deviazione per assaggiare uno dei piatti di pasta proposti nel menu.

Che dite? Ancora con lo spaghettino alle vongole? Toglietevelo dalla testa. Qui solo amatriciana, carbonara, gricia, cacio e pepe e sto!

 

Bella, corposa, succulenta e soprattutto abbondante, ecco che arriva una delle “regine” indiscusse di Royalbeef: una mega tagliata di manzo. La carne proviene dalla Finlandia ed è allevata a fave di cacao. Non c’è bisogno di altro. Questa carne basta a se stessa, solo un po’ di pregiato sale nero per terminare.

 

Usciamo molto contenti (e piacevolmente provati) da questa fantastica cena.

Vi avvertiamo, però: sicuramente non è un posto da “gastrofighetti” dell’ultima ora.

Quello che vi abbiamo appena raccontato è un locale serio ma dall’animo spontaneo. Un ristorante che dà ancora uno spiraglio di luce ad una zona costellata di locali alla moda e sposso sopravvalutati.

Toneremo presto da Royalbeef.

Ps. Ah, non vi abbiamo detto che, a Latina, c’è anche la versione 2.0 di Royalbeef? Stay tuned.

Info utili

Royalbeef

VIA RUTILIO NAMAZIANO 18 - LIDO DI OSTIA - ROMA

TELEFONO 0656032296

Sito web: https://www.royalbeef.it/ostia

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