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Santiago del Cile, il mio tour enogastronomico in soli 5 giorni

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Dinamica e insolitamente cosmopolita, Santiago del Cile è una città che sorprende ad ogni angolo. Dopo (ben) 15 ore di volo – fortunatamente con un volo diretto – di Alitalia, si arriva nella capitale delle contraddizioni. Grazie alla fortissima espansione degli ultimi anni, favorita anche del crescente interesse di business man dalla lontana Europa ma anche dalla vicina America del Nord per via della stabilità economica e politica di cui vanta Santiago negli ultimi anni, non è strano vedere – nello stesso barrio (quartiere) – palazzi storici e grattaceli di nuovissima costruzione.

Un’espansione che si nota anche nel settore food. Qui, in particolare a Santiago ma, in generale, in tutto il Cile, è pieno di realtà molto interessanti. Durante un tour di appena 5 giorni– ovvero la durata del mio viaggio - si riescono a visitare diversi locali e ristoranti.

 

Se si vuole partire in modalità soft (GIORNO 1) e per conoscere a poco a poco la cucina cilena – proprio come abbiamo fatto noi - vi consigliamo di andare nel barrio Bellavista: durante il giorno, è un luogo tranquillo dove rifugiarsi dal caos della città e poter “tirar la talla” (che in cileno vuol dire stare in buona compagnia). Un pranzo veloce al Patio Bellavista per degustare delle fantastiche empanadas, rigorosamente fritte, con ripieno di carne. Una salsina di pomodorini, cipolle rosse e peperoncini verdi, sminuzzati finemente, aggiunti freschi dentro prima di addentarla è l’accompagnamento ideale.

 

Rimanendo sempre nel Barrio Bellavista (GIORNO 2), potrete assaporare i sapori antichi del Cile, da Nord a Sud, da Peumayen dove lo chef – argentino di origine – Juan Manuel Pena Passaro, propone una cucina che è il risultato di una profonda indagine sulle radici gastronomiche di questo Paese, incarnata in un menu che combina prodotti, tecniche e preparazioni originali delle principali culture ancestrali del Cile del periodo preispanico.

Peumayen

Barrio Bellavista. Constitución 136, Providencia, Santiago.

http://www.peumayenchile.cl/

 

Sul fronte gastronomico, Santiago è anche la città della carne – dell’agnello in particolare – ma anche del pesce, soprattutto del salmone, di cui il Cile è ben il secondo produttore al mondo.

E per provarlo, non potete non fare tappa al Mercato Centrale di Santiago (GIORNO 3), uno dei mercati di pesce più antichi della città, nel vivace quartiere di Santa Lucía. Nonostante sia diventato maggiormente turistico nel corso degli anni, è ancora il posto perfetto per provare specialità regionali come i locos, tipico mollusco cileno che non eguali, oppure per provare il pastel de jaiba, un tradizionale sformato di granchio. Preparati: i camerieri proveranno ad attirarti all’interno dei loro chioschi ad ogni costo.

 

Santiago del Cile è anche la capitale di uno dei “cocktail” più potenti al mondo (GIORNO 4): stiamo parlando del Terremoto, un potentissimo mix di vino pisco e gelato: un nome che è già un programma, scelto anche per esorcizzare un fenomeno sismico che – in questo Paese – accade con frequenza. Già, perché per assaggiare questa bevanda – di certo meno nota rispetto al più famoso Pisco Sour – ci vuole uno stomaco di ferro e dei piedi bel saldi a terra per non rischiare – una volta sorseggiato – di avere, appunto, “l’effetto terremoto”.

Per poter assaggiare l’unico e inimitabile Terremoto, vi consigliamo di andare alla “Piojera” nel Barrio Chino: nel 1922, l'allora presidente del Cile, Arturo Alessandri Palma, fu invitato a La Piojera da alcuni amici. La sua reazione fu "E mi avete portato in questa piojera" (piojera significa "pidocchieria"). Ecco come la piojera si è guadagnata il suo nome. Manu Chao viene spesso qua quando è in città.

Piojera

Aillavilú 1030, Santiago, Región Metropolitana, Cile

https://www.lapiojera.cl/

 

Altra tappa imprescindibile (GIORNO 5) sono i cosiddetti "café con piernas" (caffè con gambe): Santiago ospita tantissimi di questi locali dove, mentre si sorseggia (con difficoltà) un caffè servito bollente, si possono ammirare le bellissime bariste che indossano abiti cortissimi per lasciar scoperte, appunto, le gambe.

 

Il mio tour enogastronomico di soli 5 giorni si conclude fuori da Santiago, a circa 1 ora e mezza dalla capitale: ci troviamo ad Isla Negra, la cittadina affacciata sull’oceano e patrimonio dell’Unesco. Proprio qui risiede una delle tre case di Pablo Neruda, dove il poeta, si pensa, abbia composto alcuni dei suoi versi più famosi e dove abbia trascorso, nella malattia, gli ultimi giorni della sua vita. Qua, l’unica arte che si può assaporare è quello della poesia di Neruda. Il ricordo migliore prima di ripercorrere gli 11.877 chilometri che mancano per tornare a Roma.

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