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Almatò riparte dal pranzo e dal nuovo menu dedicato all’asporto e al delivery

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Sono da poco entrati a far parte della scena ristorativa romana eppure sono riusciti, fin da loro esordio, a far parlare di sé per la cucina raffinata ma informale. Stiamo parlando di Almatò, ristorante nel quartiere Prati.

Oggi, dopo un anno contrassegnato da chiusure forzate e da DPCM vari, i giovanissimi soci – tutti under 30 - si reinventano con un menu – per il pranzo, per l’asporto e in delivery - di sostanza ma comunque elegante.

Una proposta decisamente (e intelligentemente) più easy rispetto a quelle più elaborate a cui lo chef Tommaso Venuti ci ha abituati, ma che ci ha convinto per la sua poliedricità.

E siccome a noi (notoriamente) piace provare tutto, siamo passati da Almatò sia per un pranzo veloce – siamo ancora in smart working e il tempo a disposizione è quello che è – sia per un take away preso per rincuorarci, non appena arrivata la notizia della chiusura anticipata dei ristoranti alle 18.

 

Minimalista e accogliente. Me lo ricordavo proprio così Almatò l’ultima volta che siamo stati qui a cena, giusto qualche mese fa. Ad accoglierci, Manfredi Custureri, restaurant manager, che ci fa accomodare e ci spiega subito il menu. New entry nella brigata, il sommelier e direttore di sala, Riccardo Robbio, molto disponibile ad ascoltare le nostre richieste.

Anche nella formula pranzo c’è sempre la possibilità di poter prediliger il menu degustazione a 3 (35€) o a 5 portate (55€).

Noi iniziamo con la tartare di fassona, nocciole, scorza nera e maionese di nocciola e chips. Per il primo, andiamo sul classico e ordiniamo un tonnarello all’amatriciana. Bravo chef Venuti che è riuscito a mantenere la tradizione nel piatto, senza troppe rivisitazioni. Il condimento, nonostante tutto, non è risultato pesante nella fase postprandiale. Il che decisamente aiuta, soprattutto quando si è in smart working e il letto è sempre più vicino della scrivania.

 

Per il secondo optiamo per il pesce e prendiamo l’ombrina all’acqua pazza: un piatto pulito e preciso, con pochi ingredienti ma tutti riconoscibili nell’insieme.

 

A fine pasto ci viene da fare una considerazione: è bello poter godere anche del pranzo. Il chiarore del giorno illumina il locale di una luce diversa, a cui, molto spesso, noi frequentatori di ristoranti all’imbrunire non siamo abituati. Forse, solo chi pranza fuori per lavoro lo può capire. Anche se, molti, sono abituati ad asettiche e alienanti mense aziendali. È un riscoprire e un riscoprirsi allo stesso tempo. Forse, perché no, è un modo per capire che si può pranzare fuori senza l’ansia del tempo che scorre veloce.

 

L’identità di Almatò si riconosce anche nel menu da asporto (e allo stesso tempo delivery). Gli stessi piatti del menu del pranzo inseriti in delle eleganti eco-box. In più, le box per 4 persone da completare a casa, ovvero la classica amatriciana e lo spaghetto cozze e cime di rapa. Un’idea che durante i mesi del lockdown ha riscosso un grandissimo successo.

In un periodo in cui sembra tutto incerto, un plauso va a questi ragazzi che ce la stanno mettendo tutta per farsi notare, in un panorama enogastronomico romano molto vasto. Attenzione al cliente e materie prime di qualità ripagano sempre.

 

CONTATTI

Via Augusto Riboty, 20C 00195 Roma

Tel. 06/69401146

ORARI

PRANZO: Aperto dal venerdì alla domenica, dalle 12.30 alle 15.00

ASPORTO E DELIVERY: Dal martedì alla domenica, dalle 19.00 alle 23.00 chiamando lo 06/69401146 oppure tramite l’app Glovo.

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